Ambiente, ecologia, tecnologia e sviluppo sostenibile

BIOBAB un nuovo parquet eco-compatibile

Scritto da 100ambiente - News • Martedì, 24 aprile 2012 • Commenti 0 • Categoria: Materiali

La biocompatibilità e il rispetto dell'ambiente, sono diventati ormai dei punti di riferimento consolidati per molte aziende. Un po' in tutti i settori.

Anche se partiti in ritardo, rispetto ad altri Paesi europei, anche le aziende italiane stanno recuperando su questo terreno, impegnandosi a trovare soluzioni green nella produzione di prodotti e componenti.

E' il caso di Maccani Pavimenti un'azienda trentina, nata nel 1946, che produce da sempre pavimentazioni, rivestimenti e prodotti di finitura per la casa.

La Maccani ha appena realizzato un nuovo parquet primo risultato di una nuova divisione interna dell'azienda: la Divisione Natura ,  specializzata proprio nella realizzazione e distribuzione di prodotti eco-compatibili.

Il nuovo parquet si chiama Biobab, sottolineando già nel nome la sua essenza naturale.

Biobab è un parquet trattato con resine naturali e finito con la speciale RESINIUM®, una resina brevettata dall'azienda, composta di resine vegetali e olio essenziale di lavanda.

La particolarità di questa finitura è di conferire al parquet una protezione naturale, priva di sostanze derivate dal petrolio, aggiungendo le proprietà antibatteriche e antisettiche della Lavanda. 


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Diossina e pesticidi, provata pericolosità per il cuore

Scritto da 100ambiente - News • Lunedì, 17 ottobre 2011 • Commenti 1 • Categoria: Materiali
Si accumulano su arterie. I rischi: aterosclerosi e infarto

I ricercatori dell'Università di Uppsala (Svezia) hanno dimostrato per la prima volta l'esistenza di un legame tra l'esposizione a inquinanti ambientali come diossina, policlorobifenili (PBC) e pesticidi e l'aterosclerosi, l'indurimento delle vene che apre la strada a ictus e infarto.
Lo riporta la rivista Environmental Health Perspectives in uno studio che aggiunge un altro tassello alle cause delle malattie cardiovascolari.

Monica Lind, autrice della ricerca, sottolinea che anche se molte di queste sostanze sono state da tempo messe al bando, "data la loro persistenza si trovano ancora nell'ambiente, le ingeriamo con il cibo e, poiché vengono immagazzinate nel corpo, i loro livelli aumentano sempre di più durante l'invecchiamento".


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Greenpeace: sostanze nocive, grandi marche sportive e indumenti

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Martedì, 30 agosto 2011 • Commenti 0 • Categoria: Materiali

In un altro periodo del nostro vivere la recente ricerca commissionata da Greenpeace avrebbe fatto tremare il mercato delle grandi firme della moda sportiva e non. Ma vuoi il periodo di crisi e la narcotizzazione dei consumatori, probabilmente la notizia passerà inosservata. Proviamo noi a darne una maggiore visibilità.
Ma di cosa stiamo parlando? La nota associzione ambientalista ha voluto indagare nel campo dell'abbigliamento e capire se gli abiti e le scarpe vendute a livello globale dalle più grandi marche sportive sono realizzati impiegando sostanze pericolose durante una o più fasi del processo produttivo.

La ricerca è stata effettuata su 78 articoli di abbigliamento e scarpe sportive acquistati fra aprile e maggio 2011 nei principali store e negozi multi marche autorizzati presenti in 18 differenti paesi in tutto il mondo, Italia compresa.

Gli articoli, fabbricati per lo più in paesi emergenti, appartengono a 15 importanti marche di abbigliamento sportivo fra cui Abercrombie & Fitch, Adidas, Calvin Klein4, Converse, GAP, G-Star RAW, H&M, Kappa, Lacoste, Li Ning, Nike, Puma, Ralph Lauren, Uniqlo e Youngor. Fra i prodotti acquistati da Greenpeace ci sono per lo più t-shirt, giacche, pantaloni, abbigliamento intimo e scarpe in tela costituiti di tessuto naturale o sintetico e destinati a un
pubblico vasto e di differenti fasce di età: uomini, donne e bambini.

Una volta comprata la merce, Greenpeace ha inviato i campioni a un laboratorio indipendente per valutare la presenza di nonilfenoli etossilati.
Curiosi di conoscere il risultato? Vi anticipiamo subito il devastante risultato: 52 articoli su 78 acquistati sono risultati positivi alla presenza di nonilfenoli etossilati (NPE), sostanze sintetiche, impiegate come surfactanti anche nell’industria tessile, che una volta rilasciati nell’ambiente si trasformano in una sostanza pericolosa, il nonilfenolo (NP).

Il nonilfenolo è persistente perché non si degrada facilmente, bioaccumulante perché si accumula lungo la catena alimentare e capace di alterare il sistema ormonale dell’uomo anche a livelli molto bassi.


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Legno illegale. Le chitarre Gibson sotto accusa, costruite con legno illegale.

Scritto da 100ambiente - News • Lunedì, 29 agosto 2011 • Commenti 0 • Categoria: Materiali
la nota azienda di Nashville avrebbe importato illegalmente ebano dall'India. la Gibson, ovviamente nega ogni accusa

La Gibson, leggendario marchio di costruttori di chitarre, è finita nel mirino di un'indagine federale negli Stati Uniti con l'accusa di avere depredato foreste di ebano per costruire i celebri strumenti usati da Jimmy Page e Chuck Berry.

Agenti federali hanno perquisito le sedi Gibson a Nashville e a Memphis la settimana scorsa sequestrando legnami, dischi rigidi dei computer e decine di chitarre. Secondo le autorità - scrive il quotidiano britannico The Times - la Gibson potrebbe essere sanzionata per avere importato illegalmente ebano dall'India (1.250 pezzi arrivati in aereo a Dallas il 22 giugno scorso), violando le leggi che vietano l'uso di piante o alberi minacciati di estinzione.


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La plastica del futuro? A base di fibre di frutta

Scritto da 100ambiente - News • Lunedì, 27 giugno 2011 • Commenti 1 • Categoria: Materiali
Ecologica e fino a 4 volte più resistente di quella attuale

Una plastica più leggera del 30% e da 3 a 4 volte più forte di quella attuale, più resistente al calore, e in più completamente rinnovabile ed ecologica, verrà ricavata dalle nano-fibre di cellulosa di alcuni frutti come ananas, cocco e banane: l'innovazione è stata presentata nel corso del 241° National Meeting & Exposition dell'American Chemical Society da un gruppo di ricercatori brasiliani dell'Università di San Paolo.

Alcune di queste nano-fibre ricavate dalla frutta, spiegano i ricercatori, sono resistenti quasi come il Kevlar, il materiale utilizzato nei giubbotti antiproiettile; a differenza di quest'ultimo, però, non vengono prodotte dal petrolio, ma da fibre di cellulosa completamente naturali.


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Amianto killer, sparse per l'Italia ancora 32 mln di tonnellate

Scritto da 100ambiente - News • Giovedì, 28 aprile 2011 • Commenti 0 • Categoria: Materiali
Domani giornata vittime, Legambiente: Troppo poche le bonifiche

E' fuorilegge da quasi vent'anni ma la presenza dell'amianto, anche nelle nostre case, è ancora molto alta e il rischio per la salute ancora attuale.

E' nei tetti, nelle condutture, nei cassoni per la raccolta di acqua potabile, nelle canne fumarie o all'interno dei pavimenti vinilici e di mal d'amianto si continua a morire.

A diciotto anni dalla legge 257 del 1992 che lo ha messo al bando, l'amianto è ancora molto diffuso in Italia e tanti siti contaminati attendono di essere bonificati.


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La pianta della tequila è il biocombustibile del futuro

Scritto da 100ambiente - News • Sabato, 26 febbraio 2011 • Commenti 0 • Categoria: Materiali
L'agave prospera anche ad alte temperature

Preoccupati dal surriscaldamento globale, dalla siccità e dall'avanzamento dei deserti, gli scienziati stanno già pensando al biocombustibile ideale del futuro.

E la scelta degli scienziati messicani è caduta sull'agave, pianta che hanno in casa - il Messico è l'habitat perfetto - e che i più conoscono per essere la base di bevande alcoliche note in tutto il mondo come la tequila e il mescal.

Secondo lo studio di un ricercatore messicano del Colegio de Postgraduados en Ciencias Agricolas e pubblicato sulla rivista Global Change Biology Bioenergy i cambiamenti climatici globali candidano le foglie della pianta carnosa a risorsa chiave di biomasse per fornire energia anche quando altre specie potrebbero soffrire gli sbalzi improvvisi della colonnina di mercurio.


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Cina pone uno stop alle esportazioni di "terre rare"

Scritto da 100ambiente - News • Giovedì, 30 dicembre 2010 • Commenti 0 • Categoria: Materiali
Il controllo cinese sull'esportazione di minerali e terre rare comincerà nel 2011. Si tratta di regolamentare lo sfruttamento di minerali ed elementi fondamentali per la produzione cruciale di componenti hi-tech e fonti alternative

La Cina ha fatto sapere che a partire dall'anno prossimo ridurrà di oltre il 10% le esportazioni di 'terre rare", quel gruppo di 17 elementi chimici derivanti da alcuni minerali che ha assunto un'importanza cruciale per lo sviluppo delle energie alternative e dell'elettronica, dai telefoni cellulari, ai computer fino alle auto ibride.

La Cina vanta il 97% della produzione globale di terre rare e molti Paesi, in particolare Stati Uniti, Germania e Giappone, temono che Pechino apra e chiuda i rubinetti delle forniture a sua discrezione.


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La Cassazione decide sui danni per esposizione all'amianto

Scritto da 100ambiente - News • Venerdì, 5 novembre 2010 • Commenti 0 • Categoria: Materiali
Le Associazioni di fatto possono chiedere anche i danni morali derivati dall'amianto.

Stretta della Cassazione sulle morti bianche per esposizione alle polveri di amianto.
Possono chiedere direttamente anche i danni morali tutte le associazioni di fatto che rappresentano i lavoratori, pure quelle nate successivamente.
Non solo.

Nei casi di gravi inadempienze sulla sicurezza ne risponde l`intero consiglio di amministrazione.
Sono questi i punti fermi raggiunti dalla Corte di cassazione (sentenza n. 38991 del 4 novembre 2010) sul tanto discusso tema dell`amianto e delle responsabilità delle aziende.


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Il mercato nero dei pneumatici, oltre mille le discariche

Scritto da Sonja Caccamo • Giovedì, 4 novembre 2010 • Commenti 1 • Categoria: Materiali
Dossier Legambiente: coinvolte 16 regioni e 8 stati esteri. Dove vanno a finire tutti i pneumatici usati? Seguono tutti strade lecite?

Ogni anno in Italia spariscono nel nulla fino a 100 mila tonnellate di pneumatici fuori uso, circa un quarto di quelli immessi in commercio nello stesso arco di tempo.
Sono più di mille le discariche illegali dal Nord al Sud, oltre 2 miliardi di euro il danno economico per le finanze e l`imprenditoria 'onesta' nell'arco temporale degli ultimi 5 anni.

Sono alcuni dati del dossier presentato oggi a Rimini - dove è in corso la 14ma edizione della 'Fiera Ecomondo' - da Legambiente ed Ecopneus (consorzio dei 6 principali produttori di pneumatici in Italia) nel quale per la prima volta viene descritto il quadro dei traffici illegali di pneumatici fuori uso, alla vigilia della partenza di un sistema nazionale di raccolta in Italia.


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Nuove proposte per una normativa che regoli definitivamente lo stoccaggio delle scorie nucleari

Scritto da 100ambiente - News • Giovedì, 4 novembre 2010 • Commenti 0 • Categoria: Materiali
I 27 della UE dovranno pianificare dove allestire depositi 'definitivi' per le scorie nuclerai. Un punto fermo da risolvere una volta per tutte.
In altre parole, depositi in grado di garantire l'incolumità per oltre un milione d'anni....
Ottima iniziativa, tuttavia un milione di anni non sembra una richiesta inequivocabilmente ridicola? Come è possibile prevedere evoluzioni geologiche da qui ad un milione di anni?

La Commissione europea ha varato ieri a Bruxelles una proposta di direttiva del Consiglio Ue sulla gestione del combustibile nucleare esaurito e dei rifiuti radioattivi, che richiederà agli Stati membri di mettere a punto, entro il 2015, programmi nazionali indicanti quando, dove e con che modalità intendano costruire e gestire depositi per lo "stoccaggio definitivo" e sicuro delle scorie.


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Con una sporta si risparmiano 30 sacchetti di plastica e 180 mila tonnellate di petrolio

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Venerdì, 10 settembre 2010 • Commenti 2 • Categoria: Materiali

Sacchetti PlasticaUna petizione per chiedere al Ministro Prestigiacomo di non firmare la proroga all’utilizzo delle borse non biodegradabili negli esercizi commerciali e un dossier con tutti i numeri sugli shoppers di plastica e i loro danni all’ambiente. Questa è la nuova azione perseguita da Legambiente per cercare di togliere la maglia nera europea all'Italia, quale peggior nazione nell'uso dei sacchetti di plastica.

Basterebbe veramente poco per ottenere risultati incredibili. 10 Shoppers riutilizzabili potrebbero sostituire ben 300 sacchetti di palstica pro-capite e un risparmio netto di 180 mila tonnellate di petrolio e altrettante emissioni di CO2, evitando di disperdere nei campi, lungo le rive dei fiumi, nei mari plastica indistruttibile.
I primi 1.500 cittadini che hanno firmato sul web non chiedono solo a governo e negozi di decretare la fine dell'inutile orgia di plastica ‘a perdere’, ma si impegnano individualmente a farne individualmente a meno. C'e' tempo fino al 17 settembre prossimo.
Il sacchetto di plastica è l’emblema dell’economia dello spreco; la sporta o il sacchetto elegante riutilizzabili sono tornati di moda.

I sacchetti di plastica utilizzati nei negozi e nei supermercati costituiscono, infatti, un grave problema d’inquinamento ambientale diffuso in tutto il mondo. Consumiamo in Italia circa 20 miliardi di buste all’anno, assicurando così al nostro paese la maglia nera europea. In Europa le buste consumate sono 100 miliardi e le stime parlano di una commercializzazione annua mondiale di 1.000 miliardi di sacchetti.


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